Il nome dell’architetto Luigi Cagnola è molto importante per Milano.
Abbiamo già avuto modo di conoscerlo in occasione dell’articolo su Porta Ticinese, porta la cui realizzazione iniziò nel 1801 e terminò nel 1813/14.
Nel contempo, e più precisamente nel 1806, vennero allocati per il progetto di “realizzazione di un arco a capo della strada del Sempione” ben 200.000 franchi che lo stesso Napoleone aveva assegnato alla città per spese di ornamento pubblico.
Nell’autunno del 1807 si iniziarono i lavori di realizzazione delle fondamenta e i lavori continuarono incessantemente fino al 19 aprile del 1814, anno in cui cadde il Regno d’Italia, interrompendo i lavori giunti alla collocazione delle due arcate minori.
E poi successe che Milano fu nuovamente governata dagli Austriaci…
Lo stesso Francesco I d’Austria però volle che i lavori riprendessero anche facendo ricorso ad altri fondi pubblici; e fu così che nel 1826 ripresero i lavori che terminaro solo 12 anni più tardi, nel 1838. Purtroppo Luigi Cagnola non vide l’opera compiuta, in quanto morì nel 1833.
L’arco, in questo cambio di gestione, mutò anche il suo scopo commemorativo: da Arco della Vittoria, in ricordo della battaglia di Jena in Turingia (Germania) vinta dai Francesi nell’ottobre del 1806, ad Arco della Pace.
Il bellissimo Arco riporta infatti sulla sommità un sestiga (un cocchio trainato da sei cavalli) che accoglie Minerva in Pace, una statua di oltre 4 metri di altezza e pesante oltre 10 tonnellate… L’autore della sestiga è lo scultore Abbondio Sangiorgio, al quale è dedicata una delle vie che a raggiera partono dalla piazza Sempione; la via simmetrica, rispetto a corso Sempione, è intitolata a Luigi Cagnola.
Tutta la zona ha un passato “militare”, a cominciare dalla piazza d’Armi ubicata al posto del parco Sempione e delimitata verso est dall’arena civica (oggi dedicata allo scrittore e giornalista Gianni Brera).
Senza contare la concentrazione di caserme e distretti militari nelle immediate vicinanze… strategicamente collocati nei pressi di uno degli scali ferroviari più importanti nel passato, lo scalo Sempione, oggi completamente smantellato.
Lo scalo sempione, come si può vedere chiaramente dal frammento di piantina del 1925, era compreso tra le vie Ippolito Nievo (scrittore e patriota, 1831 – 1861) e Giorgio Pallavicino (patriota, 1796 – 1878), un tempo più estesa rispetto ad oggi.
In quest’ultima immagine vediamo invece la stessa zona tratta però da una mappa del 1883, che riporta ancora chiaramente la Piazza d’Armi e ne illustra gli ampi confini.
Volevo terminare questo articolo riportando integralmente le epigrafi che sono scolpite sull’attico dell’Arco. Iscrizioni che sono differenti entrando o uscendo da Milano.
Entrando a Milano:
Entrando coll’armi gloriose
Napoleone III e Vittorio Emanuele II liberatori
Milano esultante cancellò da questi marmi
le impronte servili
e vi scrisse l’indipendenza d’Italia
MDCCCLIX
Uscendo da Milano troviamo invece scritto:
Alle speranze del Regno Italico
auspice Napoleone I
i Milanesi dedicarono l’anno MDCCCVII
e francati da servitù
felicemente restituirono
MDCCCLIX
Come sempre vi do appuntamento alla prossima.






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Studiare, in particolare, una città come Milano vuol dire armarsi di tanta pazienza e mettere insieme una moltitudine di piccoli pezzi, come per un puzzle. Un puzzle oltretutto dinamico, che nel corso degli anni (e dei secoli) si trasforma creando, cancellando e rimodellando le sue “tessere”.
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