E’ innegabile: corso Sempione ha un fascino tutto suo, in particolar modo il tratto che dall’Arco della Pace si estende per poco più di duecento metri e che alla sera si “illumina” insieme a tutti i locali di ritrovo gremiti di persone, disposti a “farsi” un happy hour in piedi per ore… ma anche questa è Milano.
Il recente “spacchettamento” dell’Arco ha restituito a tutti noi un’opera monumentale che si accinge a compiere il suo duecentesimo anniversario in tutta la sua bellezza, come Luigi Cagnola aveva disegnato, coadiuvato da artisti come Abbondio Sangiorgio, autore della meravigliosa sestiga che lo adorna.
Abbiamo già avuto modo di parlare dell’Arco della Pace in un precedente articolo, ma è difficile non ripetersi e insistere affinché lo si vada appositamente a osservare da ogni sua angolazione, compresa quella molto “panoramica” che si può godere quando si sale sulla torre Branca, anche se a volte le attese per salire in cima sono un po’ troppo lunghe.
La “strada Postale del Sempione” iniziava ai tempi fuori dalla città e terminava all’altezza di quel Rondò situato a circa due chilometri di distanza, in prossimità della cascina Cagnola e che da essa prese il nome fintanto ché – anni dopo – assunse il toponimo di Piazza Firenze.
La grande arteria rappresenta il primo tratto della grande strada di comunicazione che dovrebbe congiungere Milano con Parigi passando dal Sempione (Simplon in francese). Fu aperta nel 1801 per volere proprio di Napoleone che in quegli anni era “subentrato” agli austriaci nell’occupazione del suolo italiano.
E’ infatti evidente l’affinità tra l’Arco della Pace e il corso Sempione con i “cugini” francesi Arc de Triomphe de l’Étoile e Avenue des Champs-Élysées; l’Arco di Trionfo parigino è coetaneo del nostro Arco della Pace, infatti il primo fu progettato e iniziato nel 1806 e terminato nel 1836, mentre il nostro monumento venne iniziato nel 1807 e completato (sebbene non più in età napoleonica) nel 1838.
Luigi Cagnola non fece in tempo a vedere la sua opera completata in quanto morì cinque anni prima (14 agosto 1833).
Una piccola curiosità… mentre l’Arco di Trionfo è decisamente più grande rispetto all’Arco della Pace (il primo misura 50 metri di altezza per 45 di larghezza frontale contro i “nostri” rispettivi 25 per 24 metri), il nostro Corso Sempione è più largo di 20 metri rispetto agli Champs Élysées (oltre 90 metri contro i 70 del viale francese).
Nonostante la maggiore larghezza del corso Sempione, la sensazione che si ha percorrendo gli Champs Élysées è di maggior respiro, dovuto presumibilmente (anche) alle altezze dei palazzi più omogenee (e più contenute) rispetto a Milano.
Ma vi rimando a questo articolo dell’amico Roberto per la visione di un progetto che riguarda proprio una “possibile” trasformazione di corso Sempione in un qualcosa che dovrebbe ricordare le bellissime Ramblas di Barcellona.
Trattandosi di una importante via di comunicazione, corso Sempione è sempre stato solcato da mezzi di trasporto pubblici, urbani e extraurbani, come dimostra questa fotografia del 1915; proprio in quell’anno le classiche motrici bianche elettriche avevano sostituito le locomotive a vapore che percorrevano il tragitto da Milano fino a Busto Arsizio.
La società che aveva in gestione i trasporti della Milano Gallarate (il tratto Busto Arsizio – Gallarate venne percorso ancora per un po’ con i mezzi a vapore) era la STIE, acronimo di Società Trazione e Imprese Elettriche, i cui capitali erano – almeno fino alla prima guerra mondiale – italiani, svizzeri e tedeschi.
Volgendo quindi le spalle all’Arco della Pace, sulla destra c’erano i tram extraurbani, mentre sulla sinistra gli altri binari erano riservati ai percorsi urbani. Almeno fino al ponte.
Quale ponte? Quello che permetteva il superamento della linea ferroviaria che univa lo smistamento Sempione con lo scalo Farini… già perché corso Sempione era attraversato dai binari del treno e mentre i tram li scavalcavano grazie ad un terrapieno realizzato a tale scopo, le autovetture si trovavano davanti un bel passaggio a livello…
Questa fotografia è stata scattata dal cavalcavia sul quale passavano i tram e mostra qualche mezzo sul corso Sempione, in attesa che transiti il convoglio trainato dalla locomotiva che proviene dalla stazione di smistamento Sempione, la quale era compresa fra le vie Giorgio Pallavicino e Ippolito Nievo.
La strada che scorre a finco della ferrovia è quindi la via Francesco Ferruccio. Va precisato che poco oltre esisteva un altro cavalcavia che permetteva il superamento dei treni che provenivano dalla Stazione Nord, i quali attraversavano – anche loro – il corso Sempione a livello stradale; fortunatamente si decise in seguito di portare ad un livello “interrato” la linea della Nord, che ancora oggi risulta visibile fino a via Francesco Filelfo, per poi imboccare qualche breve tunnel che la accompagna all’uscita dalla città.
Come sempre una cartina della zona, questa volta risalente al 1914, ci aiuterà a comprendere meglio la situazione e a visualizzare i cambiamenti che sono avvenuti con gli anni.
Cambiamo argomento e osserviamo un condominio particolare. Compreso tra le vie Mussi e Procaccini c’è un esempio di architettura che ancora oggi viene riportato su molti testi di settore.
Nel 1935, Pietro Lingeri e Giuseppe Terragni realizzano un condominio, Casa Rustici, che rappresentò certamente un notevole salto in avanti in termini di soluzioni architettoniche, ma non solo. Due corpi abitativi paralleli, ma uniti da enormi passerelle a mo’ di balconi che creano una facciata “virtuale”. Non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di una costruzione che ha 75 anni…
Al piano attico si trova praticamente una spazio che, per dimensioni ma anche per la ricercatezza di soluzioni, viene spesso definito “villa”. Vi rimando a un documento in PDF dell’ordine degli architetti di Milano, dove viene meglio descritta questa realizzazione.
Ma corso Sempione significa anche televisione in quanto dal 1952 entrò in funzione il nuovo centro di produzione RAI (società nata dall’EIAR – Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) che si accingeva, dopo le prove tecniche di trasmissione condotte durante il 1953, a iniziare ufficialmente le trasmissioni il 3 gennaio 1954, data che per molti segna ancora un momento storico.
Ed è certamente difficile non notare l’enorme traliccio di 100 metri che supporta le antenne necessarie per le trasmissioni.
Se qualcuno fosse interessato a ulteriori informazioni sull’evoluzione della RAI, su alcuni aspetti tecnologici adottati e sulla cronologia degli eventi che hanno caratterizzato l’avvio della televisione in Italia, suggerisco la lettura di questo PDF disponibile in rete, dal titolo: “Costruire la RAI – Tecnologia e televisione in Italia dai pionieri al boom economico” di Carlo Boccazzi Varotto.
Terminiamo qui, per il momento, di parlare degli Champs Élysées italiani…





Interessantissimo, soprattutto la storia dei passaggi a livello. Ho finalmente capito perchè via ferruccio (che mi pare abbia cambiato nome in via ferrucci) presenti quella deviazione in prossimità di corso sempione! Notare che anche il liceo Beccaria che si trova in prossimità di Ferruccio non c’era. O meglio, il liceo Beccaria esiste dal 1603 come scuola di Sant’Alessandro (fondata dai Barnabiti ai tempi di Federico Borromeo) e si trovava dalle parti di Piazza Missori. L’ubicazione attuale risale al 1957. Ho anche notato che il liceo Beccaria si trova nei pressi dell’incrocio fra i binari delle nord e i binari dello scalo smistamento sempione. Giusto per aggiungere un’altra curiosità…
una piccola curiosità. il celebre ristorante Savini era all’Arco della Pace e cisono alcune cartoline che lo documentano. era situato alla sinistra dell’arco tra corso Sempione e via Pagano. una costruzione Liberty molto interessante
E’ veramente un peccato che non ci sia più.
Per me lo Scalo Sempione dismesso era un immenso campo giochi, un gran cruccio per i miei che, cominciando a lasciarmi andare in giro da solo (allora si poteva), si raccomandavano sempre: “Fermess no…va de pressa!!” – Poi scoprìì che in una vecchia costruzione nel mezzo del nulla ci abitava un mio compagno di scuola….e allora….ci tornai spesso….Solo nel 1957, appunto, cominciarono a costruire…primo un palazzo proprio davanti alla nostra casa, poi il Beccaria…poi non so…perché traslocammo…Nel frattempo avevano innalzato la torre della RAI abbastanza potente perché noi non avessimo bisogno di angtenna esterna….non c’era niente davanti…Un venerdì pomeriggio arrivò a casa nostra un tecnico con un enorme e pesante scatolone di mogano, armeggiò qualche minuto, accese e, subito, ecco la Elda Lanza che presentava un programma per casalinghe…poi la mia prima lezione d’inglese: “Passaporto” della Jole Giannini…alla sera una commedia, “La nemica” con l’Evi Maltagliati, vista insieme ad alcuni vicini, fra i quali una famiglia la cui figlia mi aveva detto: “I miei prenderanno la TV solo quando c’è il colore”….allora perché erano lì?
Un altro affollamento simile ci fu al mondiale dei pesi Gallo, D’Agata-Alimi, perso dall’italiano, nonostante il tifo del gruppo…poi traslocammo e dovemmo munirci di antenna, di stabilizzatore, tenere la TV fissa in un angolo…un gran da fare…Di quel periodo mi ricordo il mondiale di ciclismo al Vigorelli col famoso surplace Maspes-Rousseau, che durò più di mezz’ora, tanto che mio padre, che era in zona Fiera, iniziata la gara, fece tempo ad attraversare Milano, vedere ancora un po’ di surplace ed infine la volata finale….bei ricordi….
Della mia meraviglia per la Casa Terragni ho già detto commentando il Borgo degli Ortolani…comunque o di riffa o di raffa almeno una volta al giorno si passava per Corso Sempione o per andare a scuola, o per prendere un tram, o per andare al Parco, passando davanti all’Arco della Pace, o per fare un giro più lungo verso il Corpus Domini, evitando di attraversare lo Scalo dismesso o per lo “shopping” di mia mamma verso Paolo Sarpi-Canonica… un gran camminare…anche verso Via Caracciolo, dove avevamo il medico…e per non andare fuori zona non parlo degli spostamenti verso Via Albani, P.le Lotto, dove abitavano delle amiche di mamma e alcuni nostri parenti… sempre a piedi…e per non uscire dal foglio non citerò quelle volte che andavamo a Baggio… pensare che oggigiorno, a parte l’età, solo pensare di andare a piedi per un paio di chilometri ci mette di malumore….
Per il momento i miei neuroni si sono esauriti…a riscriverci a presto….
2 Giugno – Festa della Repubblica
Chi si ricorda che, per festeggiare il 2 Giugno, in Corso Sempione, veniva organizzata una parata militare, in concomitanza con quella ufficiale di Roma? Personalmente ho un minimo ricordo di quell’evento, nei primi anni della mia vita, quando sbirciando il passaggio dei mezzi fra le gambe di mio padre fui quasi soffocato da uno sbuffo di fumo nero: “Coughhhh…Coughhh…Cos’è?” – “Ehh…è lo scappamento!!” – Parola magica, per me, che mi colpì moltissimo: “Scappa…papappa…mento” ripetevo nella mente ….. mentre passavano i soldati e ancora dopo, mentre si tornava a casa … ancora ricordo l’acre odore del biossido di carbonio …
Mi ricordo inoltre che nei giorni precedenti alla parata … in Piazza 6 Febbraio l’asfalto sia arricchiva delle tracce dei cingoli dei mezzi corazzati e della “pollina” dei cavalli….
Probabilmente ci tornai altre volte … di solito il 2 Giugno è una bella giornata … quale migliore occasione per fare una passeggiata nelle vicinanze di casa? Ma l’ultima volta fu memorabile …. Un mio compagno di scuola, col padre ex-ufficiale, non so per quale via, aveva gli inviti per assistere alla parata dalla tribuna delle autorità.
La vista era perfetta, eravamo interessati abbastanza, in quanto, entro due o tre anni, avremmo avuto anche noi l’occasione di partecipare a qualche parata, di persona. Io ero ancora più interessato perché un ex-commilitone di papà, che aveva scelto la carriera militare, ora comandava un battaglione corazzato e avrebbe partecipato, con i suoi mezzi alla parata…..
Ecco passare qualche compagnia a piedi …. i fanti …. gli avieri …. Ecco i bersaglieri, col solito slancio al suono delle trombe ed ecco infine i mezzi corazzati …. passa per prima una jeep … a bordo c’è l’amico di papà, tutto impettito …. seguono alcuni mezzi corazzati ed infine i possenti M60, allora i carri più potenti dell’esercito …. Fa caldo … sulle lamiere si vede l’aria tremolante per il calore che esce dai motori … passa una prima coppia … una seconda … ed improvvisamente uno dei carri della terza fila si pianta … proprio davanti alla nostra tribuna … e prende fuoco … lo sguardo sbalordito degli astanti si trasformò in un fuggi fuggi generale … la tribuna si svuotò in un attimo … poi come un’onda qualcuno ritornò, fra cui noi ragazzi, stando il più lontano possibile … vedemmo il pilota ed un altro carrista uscire sveltamente dalle botole anteriori con gli estintori e in “un amen” l’incendio fu domato. Nel giro di pochi minuti venne un carro gru, spostò il mezzo corazzato, il pubblico tornò tranquillizzato in tribuna, e la parata riprese, con un minimo ritardo…
Ricordi di un tempo passato … poi qualcuno decise che una parata militare nazionale bastava e abolì la cerimonia di Milano … nel frattempo arrivò anche il ’68 … la gioventù si sentì sempre meno coinvolta nel dovere di servire militarmente lo stato … aumentò l’interesse politico con risvolti negativi per la città … Piazza Fontana … gli anni di piombo … i ventenni di oggi sanno poco o nulla di quel periodo … figuriamoci di quegli anni di “normalità civica” … Non è nostalgia la mia … solo un esercizio di memoria … di un tempo a suo modo felice e di un differente senso civico…
A proposito … grazie alle “altolocate conoscenze” … seppi, in seguito che l’equipaggio del mezzo, grazie alla prontezza e al coraggio con cui aveva affrontato l’incidente … aveva ottenuto, in blocco, una licenza premio speciale… tutto è bene ciò che finisce bene….