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Archive for dicembre 2009

Babila di Antiochia, vescovo di Antiochia in Siria – ora Turchia – e vissuto tra il 200 ed il 250, fu nominato santo dopo la sua morte avvenuta durante le persecuzioni ai cristiani.

La chiesa nell’omonima piazza di Milano risale indicativamente al IV secolo, costruita presumibilmente sopra i resti di un tempio pagano. Anche se subì numerosi interventi di ristrutturazione e ampliamento, la sua facciata fino al 1905 era quella indicata nella prima immagine.

Dopo i restauri di cui venne incaricato l’architetto Paolo Cesa Bianchi, terminati nel 1905, la chiesa assunse l’aspetto che si vede nella seconda immagine, decisamente diverso da quello originale con le quattro colonne.

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Rieccoci a parlare di corso Buenos Aires che negli anni ha certamente subito delle grandi trasformazioni, trattandosi di un’arteria radiale tra le più importanti per l’ingresso e l’uscita da Milano.

Corso Buenos Aires, il cui nome precedente era corso Loreto, era la strada principale per arrivare a Monza; ricordo infatti che l’attuale viale Zara, Fulvio Testi e proseguimenti vari furono realizzati nei primi anni del ‘900. In una cartina del 1914, il viale Zara era infatti appenna abbozzato (disegnato con tratteggio) e indicato “nuovo viale per Monza”, in quanto ancora senza toponimo ufficiale.

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La soggettiva di questa foto è con le spalle a piazzale Francesco Baracca (1888 – 1918) in direzione piazza Piemonte, sebbene il bivio mostri in modo più centrale la via Belfiore, a ricordo dei Martiri di Belfiore, dal nome della valle a sud di Mantova, che furono giustiziati durante la repressione seguita alla prima guerra d’indipendenza, su ordini del feldmarescialo austriaco Radetzky.

Certamente l’elemento più interessante della fotografia è rappresentato dal sovrappasso ferroviario. La sopraelevata impegnava le vie Francesco Cherubini, letterato milanese, verso destra e la via Domenico Cimarosa, compositore italiano del tardo ‘700, verso sinistra.

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Colonna che ha anche altri appellativi come “colonna di S.Eufemia” o di “colonna di San Senatore”. In ogni caso la statua alla sommità è quella di Sant’Elena.

Si trovava, come si vede dall’immagine, quasi al centro del corso. Quale corso? Corso Italia, dove è rimasta fino a metà degli anni cinquanta, dopodiché è stata rimossa perché era oggettivamente un pericolo per la circolazione stradale che cominciava ad intensificarsi.

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…da non confondersi con piazza De Angeli, ovviamente.

Cosa c’è da dire su questa via che probabilmente non conoscono in tanti, considerato che è una strada senza uscita e per di più alla periferia nord di Milano, proprio di fronte all’ingresso dell’Ospedale di Niguarda?

Tutto è nato guardando la cartina, di cui pubblico un particolare della zona interessata, perché in quella via c’è la sede dell’ITIS Luigi Galvani che ho frequentato per cinque anni, e quindi quella via la conosco bene. Ma sulla cartina qualcosa non mi tornava… certo!!! La via parte dallo stesso punto, ma procede in una direzione diversa! Guardiamo il raffronto con l’immagine di Google Earth.

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L’anno indicativamente deve essere intorno al 1939, anno riportato sul retro di questa cartolina (ma probabilmente lo scatto era avvenuto qualche anno prima).

Ringrazio Marco (amico da una vita) che scartabellando fra le sue fotografie di famiglia ha ritrovato un po’ di cartoline illustrate con Milano come soggetto e le ha gentilmente messe a dispozione del blog.

Dovrei ricevere a breve un’altra fotografia di piazza della Scala un po’ più vecchia in quanto erano ancora presenti le case al posto della piazza che oggi ospita il monumento a Leonardo da Vinci e, sul lato opposto al teatro, palazzo Marino dal nome del suo proprietario, cinque secoli or sono, il conte Tommaso Marino.

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…che probabilmente risale ai primi del ‘900 ma sicuramente, considerando la presenza della vecchia stazione Centrale, ad un anno precedente al 1931, anno della sua demolizione.

Considerando la dimensione forzatamente ridotta per la pubblicazione ho pensato che potesse far piacere poter scaricare una versione un po’ più grande (circa 700 pixel per lato), semplicemente cliccando qui.

Ma passiamo a guardare le principali “differenze” rispetto ad oggi. Sono tantissime, per cui elenco solamenente quelle di maggior rilievo, invitando chiunque ad evidenziare nei commenti particolarità a cui non farò menzione.

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