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Archive for the ‘monumenti’ Category

Giovanni Muzio è un giovane architetto milanese quando inizia a raccogliere i suoi primi successi: lo abbiamo già incontrato in merito alla realizzazione della Ca’ Brutta in via Principe Umberto (oggi via Filippo Turati), un edificio che fece molto discutere per il suo aspetto un po’ troppo minimalista, senza i fregi, le decorazioni e gli abbellimenti a cui si era abituati per i palazzi di prestigio.

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La peste è stata nei secoli scorsi un flagello non indifferente, e Milano purtroppo ne fu colpita più volte, come del resto moltissime altre città di tutta Europa.

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Ei fu. Ma fortunatamente l’arte (e la toponomastica…) fanno spesso rivivere i grandi personaggi, anzi, in verità non li fanno mai morire.

Così come Verdi sembra ancora che passeggi per le strade adiacenti il Teatro, così sembra ancora vedere Manzoni intento a comporre il suo saggio “Storia della colonna infame” o una delle sue più famose odi, “Il cinque maggio”.

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E’ difficile parlare della Milano di un tempo senza trovarsi periodicamente ad affrontare temi che riguardano i navigli o la relativa cerchia interna.

E quindi oggi ci troviamo indietro di quasi un secolo all’incrocio di corso di Porta Romana (o corso Roma come si chiamava nel ventennio) con le vie Santa Sofia e Francesco Sforza.

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Il nome dell’architetto Luigi Cagnola è molto importante per Milano.

Abbiamo già avuto modo di conoscerlo in occasione dell’articolo su Porta Ticinese, porta la cui realizzazione iniziò nel 1801 e terminò nel 1813/14.

Nel contempo, e più precisamente nel 1806, vennero allocati per il progetto di “realizzazione di un arco a capo della strada del Sempione” ben 200.000 franchi che lo stesso Napoleone aveva assegnato alla città per spese di ornamento pubblico.

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Questa immagine delle colonne di San Lorenzo è una di quelle che circola con più facilità tra le foto della Milano che si è persa col tempo.

Le sedici colonne di marmo con capitelli corinzi risalgono al III secolo, ma furono trasportate nell’attuale locazione, per completare la basilica di San Lorenzo, un secolo più tardi.

Rappresentano uno dei rari reperti romani di Milano, assieme ai pochi resti dell’anfiteatro, del teatro, delle terme “erculee” del circo e di poche altre tracce della Milano imperiale.

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Penso che se dovessimo entrare in piazza Missori all’epoca di questa fotografia (primi anni del ‘900 – certamente tra il 1916 e il 1949) potremmo avere qualche momento di “smarrimento”, sebbene subito dopo cercheremmo di riordinare le idee…

Partiamo dalla statua equestre di Giuseppe Missori (patriota, 1829 – 1911) realizzata da Riccardo Ripamonti che tanto ha fatto discutere al momento della sua posa nel 1916 per l’aspetto molto “stanco” del cavallo, in forte contrasto con l’aspetto fiero di Giuseppe Missori.

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Colonna che ha anche altri appellativi come “colonna di S.Eufemia” o di “colonna di San Senatore”. In ogni caso la statua alla sommità è quella di Sant’Elena.

Si trovava, come si vede dall’immagine, quasi al centro del corso. Quale corso? Corso Italia, dove è rimasta fino a metà degli anni cinquanta, dopodiché è stata rimossa perché era oggettivamente un pericolo per la circolazione stradale che cominciava ad intensificarsi.

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L’anno indicativamente deve essere intorno al 1939, anno riportato sul retro di questa cartolina (ma probabilmente lo scatto era avvenuto qualche anno prima).

Ringrazio Marco (amico da una vita) che scartabellando fra le sue fotografie di famiglia ha ritrovato un po’ di cartoline illustrate con Milano come soggetto e le ha gentilmente messe a dispozione del blog.

Dovrei ricevere a breve un’altra fotografia di piazza della Scala un po’ più vecchia in quanto erano ancora presenti le case al posto della piazza che oggi ospita il monumento a Leonardo da Vinci e, sul lato opposto al teatro, palazzo Marino dal nome del suo proprietario, cinque secoli or sono, il conte Tommaso Marino.

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…ed in effetti la statua è inquivocabilmente quella di Cavour, ma sulla destra manca qualcosa… ah, sì, il palazzo dei Giornali, opera di Giovanni Muzio (costruito negli anni 1937-42 e voluto da Benito Mussolini). Il palazzo “svizzero” verrà inaugurato invece nel 1951 (la “casa bassa”) e nel 1952 (la “torre”).

La prospettiva della foto inquadra i giardini pubblici indicativamente dagli archi di Porta Nuova i quali, dal lato verso la piazza Cavour, hanno un tabernacolo con la “Madonna con Bambino fra i Santi Ambrogio, Gervasio e Protasio”. Probabilmente in tanti non lo avranno mai notato… forse ogni tanto converrebbe – magari la domenica mattina – prendere la bicicletta, con la macchina fotografica al collo e via… a fare i turisti nella nostra bellissima città.

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